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L'Istituto e la sua Mission

Analisi del contesto e dei bisogni del territorio.

Il Plesso Cavour si trova in una zona moderna e commerciale, Via Nicolardi, ed è frequentato in gran parte da allievi che abitano in tale zona, come pure nella parte alta del Viale dei Colli Aminei; essi provengono per la maggior parte da famiglie di impiegati e professionisti, con un atteggiamento generalmente partecipe verso la scuola e le sue proposte. Il quartiere offre una serie di risorse per i giovani quali palestre, una piscina e luoghi di aggregazione per i giovani come la Chiesa S. Teresa del Bambin Gesù, il “Teatro il Primo” e il “Parco del Poggio”. Il plesso accoglie anche alunni provenienti da quartieri limitrofi, in particolare dalla periferia nordest della città.
Il Plesso Novaro accoglie alunni provenienti da due famosi rioni della città, ricchi di storia e suggestioni culturali: Capodimonte e la Sanità. Una parte della platea ha caratteristiche socioeconomiche-culturali pressoché uguali a quelle degli alunni frequentanti il plesso Cavour, mentre una parte è portatrice di un disagio sia di tipo familiare che di carattere socio-economico e culturale; in questi casi la scuola è impegnata maggiormente nel condividere con le famiglie il dialogo educativo.
Il territorio, fatta eccezione per il Bosco di Capodimonte, non dispone di spazi attrezzati destinati ai giovani e l’unico luogo di aggregazione resta la scuola con la sua offerta extracurriculare. I Progetti extrascolastici, in particolare, rappresentano un concreto raccordo tra le esigenze del territorio e le politiche scolastiche di consistente ampliamento dell’Offerta Formativa. È attivata proficuamente la collaborazione delle formazioni sociali in una nuova forma di integrazione fra scuola e territorio per far sì che ognuno possa svolgere, secondo le proprie possibilità e le proprie scelte, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società (Indicazioni per il Curricolo; Costituzione Italiana). Per rispondere adeguatamente ai molteplici bisogni formativi degli studenti, i docenti si impegnano a ricercare una visione condivisa delle finalità e degli obiettivi che si intendono perseguire per lo sviluppo delle competenze chiave.

I bisogni generali del territorio.

Il lavoro di analisi dell'insieme dei bisogni, delle esigenze, delle aspettative che utenti e soggetti sociali esprimono costituisce punto di riferimento e di attenzione degli operatori scolastici. La prima preoccupazione della scuola diventa quella di dare risposte a questi bisogni, di costruire un progetto di apprendimento e di educazione che riesca a produrre nei suoi attori (docenti, discenti, utenti e parti interessate) soddisfazione e condivisione.
La scuola è chiamata a rispondere alle seguenti esigenze:

  • offrire un servizio formativo che sia al passo con lo sviluppo culturale e tecnologico e con le esigenze del mercato del lavoro;
  • avere una funzione aggregativa che sviluppi i livelli di socializzazione e di integrazione;
  • svolgere una funzione educativa che miri a prevenire, e/o a circoscrivere, i fattori di rischio e le diverse forme di dipendenza e di devianza;
  • promuovere e sostenere il benessere individuale e della comunità.

La scuola si impegna a svolgere questo compito nel rispetto delle diverse tappe di crescita e di sviluppo evolutivo e con una particolare attenzione a situazioni che possono condizionare il
processo di apprendimento e di maturazione degli alunni, quali disabilità, svantaggio socioeconomico, difficoltà legate a barriere di natura linguistico-culturale, disturbi specifici di
apprendimento, tutto secondo la logica dell’inclusione.

Il mandato della scuola.

La scuola dell’autonomia ha una grande responsabilità nell’offerta del proprio servizio: saper leggere i bisogni, saper progettare le risposte in termini di offerta formativa, saper controllare i
processi, imparare a valutare i risultati e rendere conto del proprio operato a tutti coloro i quali, per diverse motivazioni, nutrono interessi diretti verso la scuola stessa.
La nostra scuola ha definito il proprio "mandato", ponendosi fondamentalmente la seguente domanda: quale modello di scuola ci interessa offrire ai nostri alunni della scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado? Siamo arrivati alla conclusione collettiva che la scuola acquista "senso" per chi la frequenta e per chi ci lavora nel momento in cui riesce ad essere:

  • luogo di apprendimenti significativi idoneo a promuovere il successo formativo di tutti gli alunni
  • luogo di sostegno al processo di crescita
  • luogo di relazioni significative con coetanei e adulti.

Ma ci siamo anche resi conto che queste nostre scelte andavano esplorate più in profondità, evitando così il rischio che rimanessero solo enunciazioni di principio e, declinando le tre scelte in
obiettivi di lavoro che debbono necessariamente caratterizzare l'offerta formativa della scuola e metterle in relazione con le Indicazioni Nazionali.

Dal PTOF 2019-2020